🤝 «Il Terzo settore italiano non è nato per riempire i vuoti dello Stato. È nato come espressione della società civile che si organizza per trasformare la realtà. 𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐫𝐞𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚. 𝐄̀ 𝐢𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨».
📖 Oggi vogliamo condividere con voi questa 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐞 𝐜𝐚𝐥𝐳𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐓𝐞𝐫𝐳𝐨 𝐒𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚, scritta da Riccardo Sollini, direttore della Comunità di Capodarco dell’Umbria, in occasione dell’uscita del suo libro.
“Ho scritto I Care. Curare e prendersi cura a partire da quella sensazione di essere visti senza essere riconosciuti. Da quella distanza tra ciò che il Terzo settore è stato nella storia di questo Paese e ciò che rischia di diventare: un fornitore di servizi a basso costo, utile a tenere in piedi un sistema che non vuole riformarsi. Nel libro ricostruisco questa storia, ne smonto i meccanismi, e provo a disegnare un’alternativa che non sia né nostalgia né resa.”
“C’è un nodo che attraversa tutto il libro e che ritengo il più rimosso dal dibattito pubblico: il lavoro di cura. Sostengo che viviamo un paradosso etico stridente: quanto più il lavoro di cura è essenziale alla vita e alla coesione sociale, tanto più è invisibile, sottovalutato, sotto-retribuito. Infermieri tra i meno pagati d’Europa. Educatori con contratti precari e carichi emotivi altissimi. E poi le badanti — spesso senza contratto, senza protezione, parte di un’economia sommersa che vale più di quindici miliardi l’anno. Le ho chiamate «le estensioni nascoste del sistema di welfare»: un esercito invisibile che supplisce a vuoti di programmazione politica mascherati da slogan sulla necessità di tenere vicini i propri cari.”
🫂 𝐈 𝐂𝐀𝐑𝐄. 𝐌𝐢 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚. 𝐌𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞. 𝐌𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐚. 𝐌𝐢 𝐨𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚. 𝐌𝐢 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐬𝐜𝐞. 𝐍𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨.