NOI NON CI STIAMO!
Le parole sentite in questi giorni dall’onorevole Vannacci non devono produrre silenzio né sola indignazione.
Bisogna dire, urlare… ADESSO BASTA!
Il femminicidio, nonostante sia riconosciuto legalmente in Italia, è stato definito “un’aberrazione giuridica, perché un reato non può essere più o meno grave a seconda di sesso, colore della pelle, religione o dell’orientamento sessuale di chi lo subisce”, negando di fatto la matrice culturale alla base del femminicidio.
Le parole dell’onorevole Vannacci sono state un’ulteriore terribile aggressione nei confronti delle donne.
Ciò che ancora troppo spesso sfugge è che la parola femminicidio non indica il genere della vittima, ma il motivo per cui è stata uccisa. E il motivo per cui è stata uccisa è sempre una pretesa di proprietà nei confronti delle donne.
Non è un omicidio come tutti gli altro. Sconfiggerlo significa lottare ogni giorno, noi donne vive, affinché non ci siano più donne morte.
Come diceva Michela Murgia: “Una donna uccisa durante una rapina non è un femminicidio. Sono femminicidi le donne uccise perché si rifiutavano di comportarsi secondo le aspettative che gli uomini hanno delle donne. Dire omicidio ci dice solo che qualcuno è morto. Dire femminicidio ci dice anche il perché”.