SOLIDEARIVISTACOVER2-2014

EDITORIALE

Secondo numero del 2014. Numero estivo.

E sembra quasi avvertirsi un passo diverso nel modo di costruire i nostri abituali percorsi di pensiero. Ci siamo voluti prendere del tempo. E dello spazio, anche.

Per indagare meglio quelle Linee Guida per la Riforma del Terzo Settore che sono al vaglio del Governo e che sono state discusse, riformulate e rilanciate attraverso un processo di consultazione democratica davvero senza precedenti.

Così, abbiamo scelto di dedicare un intero Speciale alla Riforma, portando i contributi che sono emersi durante il convegno “Impresa sociale e welfare di comunità” che la nostra rivista ha organizzato nel mese di giugno e rileggendoli alla luce delle visioni che ci sono parse più significative e determinanti per un cambiamento sollecitato e auspicato da tutti.

Da Alleanza Cooperative Sociali Italiane al Forum del Terzo Settore, da Federsolidarietà al CSA a Banca Etica, al Tavolo degli Enti del Servizio Civile, solo per citare alcuni degli attori coinvolti nel confronto: la valenza dei singoli contributi è stata tale da convincerci che per un bel pezzo costituiranno una base certa per dare sostanza al processo avviato, impedendogli di inaridirsi.

In questa direzione, abbiamo chiesto al sottosegretario al ministero del lavoro con delega al Terzo Settore Luigi Bobba un primo giudizio sui risultati della consultazione, cercando di capire se questa riforma potrà essere propedeutica anche per una riforma del Welfare, in termini di maggiore inclusione, partecipazione ed equità

Anche perché siamo convinti che è proprio nella difesa di questi principi quell’esercizio di civiltà di cui abbiamo bisogno, e la Sanità e il Welfare sono esattamente i territori dove si giocherà una battaglia decisiva per quanto riguarda la qualità della nostra vita. Oggi e negli anni a venire. Come ben ci ha raccontato Andrea Ciattaglia di Fondazione promozione sociale Onlus, che da anni promuove il diritto alle cure delle persone non autosufficienti attraverso battaglie civili e campagne di informazione.

Che i termini “partecipazione” e “socialità” siano decisamente le parole chiave di questi ultimi cinque anni ce lo confermano anche le recenti esperienze di “prossimità digitale” messe in atto in alcune realtà italiane. Anche noi abbiamo voluto metterci il naso, in occasione dell’incontro “Il buon vicinato, in salsa digitale” ed è stata una bella scoperta. Dalle Social Street, che usano Facebook per creare relazioni tra gli abitanti della stessa via, alle piattaforme progettate ad hoc come Nextdoorhelp, per provare a ridurre lo spreco alimentare: il Web sembra amplificare la diffusione delle pratiche di buon vicinato, trasformandosi in una nuova forma di intelligenza collettiva localizzata.

Una forma di mutualità digitale per generare condivisione. La stessa che può essere declinata anche in chiave finanziaria. O almeno è quanto sta contribuendo a fare ACAF Italia, un’associazione no profit che propone una nuova forma di economia basata sulla creazione di comunità autofinanziate (CaF), in grado di garantire l’accesso al credito alle fasce più deboli della società.

In questo senso, le CaF riprendono e attualizzano la grande tradizione mutualistica italiana delle società di mutuo soccorso, realtà che oggi ha nel Museo storico del mutuo soccorso di Pinerolo una casa elettiva. E lì, siamo andati a curiosare per voi.

Chiudono il numero alcune belle storie di come il collettivo, se gestito in modo sostenibile e con intelligenza creativa, può diventare anche una forma di “arte partecipata”, un luogo di nuovi incontri e promozione alla lettura, un modo per riqualificare aree abbandonate.

E dopo le nostre proposte di letture “SOLIDE(A)”, buona estate.

Da tutti noi, finalmente.

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